Odontoiatria pediatrica

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Si parla di odontoiatria pediatrica per indicare la cura della saluta orale dei bambini. La cura dei denti dei bambini rientra in questo campo fino al raggiungimento del periodo adolescenziale. Perché si parla specificatamente di odontoiatria pediatrica? Il motivo è molto semplice. I bambini e i ragazzi fino all’età adolescenziale hanno bisogno di una cura dentale diversa rispetto a quella di cui necessitano gli adulti. Il dentista pediatrico è il professionista che prende in cura i bambini e la saluta del loro cavo orale, in maniera da riuscire ad intervenire tempestivamente su problemi che potrebbero inficiare la salute del cavo orale una volta adulti.

Per tutti coloro che vorrebbero portare il loro bambino dal dentista, è assolutamente consigliato scegliere un dentista pediatrico rispetto ad un dentista “tradizionale”.

E’ inoltre importante che i genitori educhino i bambini all’igiene orale sin da piccoli. Bisognerebbe anche curare la salute dentale dei bambini ancora prima che spunti il primo dente, con una garza bagnata passata sulle gengive. Anche quando il bambino cresce, bisogna fare in modo che impari a spazzolare i denti e che gli venga voglia di farlo. A questo scopo sono nati i vari dentifrici al sapore di fragola o di chewing gum, oltre agli spazzolini con le forme più divertenti e sfiziose.

A che età bisognerebbe far fare la prima visita dentistica al bambino? Solitamente già entro i primi sei o dodici mesi di vita, per il fatto che a quell’età esce il primo dentino. Dunque sin da subito bisogna prendersi cura del proprio piccolo. Come regola generale, possiamo anche dire che prima ci si interessa della salute dentale del bambino e maggiormente curato ed in salute sarà il suo cavo orale.

E’ importante curare la salute orale del proprio bambino e, soprattutto nel caso in cui ci fossero dei problemi, correggerli sin da piccoli, perché è sicuramente più facile che non farlo da adulti.

Denti del giudizio

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I denti del giudizio sono quattro denti molari, il terzo molare inferiore, il terzo molare superiore a destra e a sinistra che si trovano nella posizione più arretrata rispetto a tutti gli denti di una persona. Sono stati chiamati denti del giudizio perché nascono tra i 16 e i 24 anni. Ci sono anche dei casi nei quali i denti del giudizio nascano prima o dopo quell’età, in questo caso parliamo di iperdentia oppure di ipodontia.

Solitamente quando si parla dei denti del giudizio si tende a stare molto attenti a come possano nascere, forse anche in maniera maggiore rispetto ad altri denti. Potrebbe anche accedere che un dente del giudizio non esca fuori, rimanendo incluso o semincluso. Le cause che portano alla mancata nascita di un denti del giudizio possono essere il fatto che il dente non abbia proprio lo spazio necessario per poter uscire fuori oppure potrebbe essere dovuto alla conformazione della mandibola.

Inoltre, anche nel caso in cui nasca, bisogna stare attenti affinché lo faccia nel verso giusto, altrimenti c’è il rischio che possa spingere su altri denti, provocando diverse possibili patologie, come ad esempio la cisti, la carie oppure un ascesso.

Cosa fare se bisogna estrarre un dente del giudizio? Sicuramente bisogna andare presso il proprio dentista di fiducia, che provvederà ad estrarre il dente. Le modalità con cui opera sono diverse da persona a persona, anche a causa dell’età del paziente. E’ infatti molto più semplice estrarre il dente del giudizio da persone più giovani che non da persone di mezza età.

Solitamente è molto più semplice estrarre un dente del giudizio fuoriuscito che non uno che si trova ancora dentro per metà o addirittura per intero. In ogni caso sono tutti interventi che si praticano in anestesia locale.

Dopo aver estratto il dente è normale avere del dolore, avere la bocca gonfia, eventuale sanguinamento ed anche non riuscire a mangiare bene. Bisognerebbe inoltre mangiare cibi freddi.

Igienista dentale

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La figura dell’igienista dentale esercita la sua professione in maniera autonoma rispetto ad un dentista o ad un medico chirurgo. L’igienista dentale lavora per mantenere la salute del cavo orale, oltre che l’estetica e l’autostima del paziente stesso. L’igienista dentale svolge diverse compiti, come ad esempio quello di istruire il paziente sulle corrette metodologie da tenere per mantenere una corretta igiene orale.

Inoltre usa tutti i mezzi idonei per evidenzia la placca batterica ed effettua la rimozione oltre che della placca stessa anche del tartaro dalle superfici dentali ed implantari. E’ compito dell’igienista orale occuparsi della pulizia dei denti, creando anche delle otturazioni lì dove ce ne sia il bisogno. Le otturazioni possono essere fatte sia in amalgama che in materiale composito. L’igienista dentale inoltre effettua anche delle operazioni di sbiancamento dei denti. Si occupa anche di ridurre e di eliminare quei fattori che possono favorire l’insorgenza o la progressione della malattia parodontale, come ad esempio la placca batterica, il tartaro iuxta e quello sub gengivale.
L’igienista dentale dà anche dei consigli per seguire una corretta alimentazione, che non sia troppo aggressiva nei confronti dei denti.

Per tutti quei problemi legati allo smalto dei denti, siano essi di salute o semplicemente estetici, ricorrere ad un igienista dentale è senza dubbio la soluzione migliore. Anche se semplicemente volessimo dei consigli su come poter curare la nostra igiene dentale è il professionista senza dubbio migliore. Può darci infatti delle indicazioni in merito all’alimentazione, come già detto sopra, ma anche in merito alla scelta del colluttorio o dello spazzolino da denti. L’igienista dentale è un professionista indicato sia per gli adulti che per i bambini.

Per poter diventare un igienista dentale occorre avere una laurea triennale in igiene dentale oppure una Laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie tecniche assistenziali.

Odontoiatria

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L’odontoiatria è quella parte della medicina che ha lo scopo di prevenire, di diagnosticare e di curare eventuali patologie che possono colpire i denti, le gengive, la parte mascellare superiore e quella inferiore, le due articolazioni temporo-mandibolari, le mucose orali, le ghiandole salivari e i tessuti neuro-muscolari.

A livello pratico possiamo dire che l’odontoiatria è distinta in diverse sezioni, a seconda della parte del cavo orale specificatamente studiata e curata. Così, possiamo vedere la chirurgia odontostomatologica, che si occupa di estrarre dei denti gravemente malati oppure addirittura distrutti. E’ una pratica che solitamente si fa solo se non è possibile optare per altre soluzioni.

L’endodonzia si occupa di analizzare e di curare le lesioni dei denti a livello interno, in maniera particolare dove ci sono le terminazioni nervose. Sostanzialmente si occupa di svuotare i denti e di riempirli con dei materiali appositi, quando non fosse possibile fare altrimenti.

L’implantologia si occupa di sostituire delle parti di denti che sono oramai danneggiate o che addirittura mancano, con degli impianti realizzati in titanio.

La gnatologia è quel settore dell’odontoiatria che studia che rapporti ci sono tra le mascelle, i denti, i muscoli che muovono le mascelle, il sistema nervoso e la lingua al fine di analizzare il loro effetto sul resto dell’organismo.

L’ortodonzia è quella parte dell’odontoiatria che si occupa di correggere delle posizioni errate dei denti, dovute alle cause più diverse. Solitamente si ricorre all’ortodonzia nel momento in cui si vuole ridare alla bocca una adeguata funzione masticatoria, ma anche semplicemente per una ragione estetica.

La protesi dentaria è quella parte dell’odontoiatria che si occupa di sostituire delle parti mancanti dei denti con delle protesi, che possono essere sia fisse che rimovibili.

L’odontoiatria conservativa si occupa invece di curare quelle lesioni sullo smalto o sulla dentina, dovuta ad esempio alle carie o a dei traumi che possono averla causata